NOI SIAMO
QUELLI CHE...

Pensano che le informazioni sullo stato di salute delle persone e delle comunità, sulle malattie e gli infortuni, sulle cause di entrambi...costituiscano una premessa indispensabile per fare prevenzione;
Offrono alle istituzioni, ai corpi intermedi della società...valutazioni, proposte, azioni di informazione e formazione con l'intento di partecipare...;
Non hanno conflitti di interesse...per cui sono liberi di dire ciò che pensano
Comunicano in modo trasparente...
Non hanno tra gli obiettivi prioritari la difesa di categorie o di singole figure professionali...
Cercano un continuo confronto con le altre Società scientifiche che operano nel mondo della prevenzione...
Non hanno mai smesso di credere nella necessità di un sistema pubblico di prevenzione diffuso in tutto il paese, in grado di garantire il diritto alla salute e di contrastare le diseguaglianze.
Pensano che la solidarietà e la partecipazione siano ancora valori indispensabili.
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Il nuovo documento CIIP sulla formazione per la Salute e Sicurezza sul Lavoro

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Dopo alcuni mesi di stimolante lavoro, il Gruppo Formazione della Consulta Interassociativa della Prevenzione – a cui SNOP ha sempre contribuito con attenzione – ha licenziato il testo di un documento di proposte che è già stato sottoposto in questi giorni alla Conferenza Stato-Regioni e agli altri soggetti istituzionali coinvolti in vista della revisione degli Accordi Stato-Regioni in materia di formazione sulla salute e sicurezza sul lavoro ai sensi del D.Lgs 81/08.  E’ stata decisiva l’opera di coordinamento di Norberto Canciani tesa a conciliare visioni non sempre vicine delle diverse Associazioni partecipanti ed a mettere a frutto soprattutto l’interesse, questo sì comune, verso una formazione per la Salute e Sicurezza sul Lavoro (SSL)  più efficace e di qualità.

Riteniamo che il documento uscito dal Gruppo formazione e fatto proprio dalla CIIP sia ricco di elementi utili alla revisione del sistema della formazione SSL  nel nostro Paese, che speriamo siano presi in considerazione da chi istituzionalmente se ne deve occupare anche se preoccupa che, a pochi giorni dalla scadenza che la L. 215/22 ha fissato per l’adozione del nuovo accordo, non sia ancora chiaro quali siano i passaggi avviati e nemmeno quali siano i soggetti attivati.

Dopo tutti i confronti avvenuti e lo scambio di considerazioni, SNOP si riconosce nel documento di proposte CIIP, pur con variabile grado di adesione alle diverse parti.

Proprio il grosso lavoro di approfondimento che è stato condotto in questo contesto, a nostro parere, ha comunque lasciato “aperti” alcuni ambiti di considerazione che, per la stessa natura dell’operazione, non potevano trovare spazio nel dettaglio del documento, pur avendolo trovato nelle sue (consistenti) premesse e che meriterebbero però ulteriore riflessione e possibile elaborazione. Anche al di là dell’accoglienza che le proposte avranno dentro il processo di revisione degli Accordi, riterremmo utile proseguire alcuni di questi ragionamenti che a noi paiono necessari per ripensare alcuni fondamenti strategici della formazione e non limitatamente alla SSL.

 

Il documento CIIP del 24 maggio 2021, nel quale SNOP ha visto riconosciute diverse delle proprie convinzioni, si apriva con un significativo aggancio della formazione SSL ad un fabbisogno più generale di formazione del nostro Paese. Questa consapevolezza che la formazione SSL non è che una delle declinazioni della formazione “civica” dei cittadini merita, a nostro parere, di essere portata avanti. Ciò ha che fare con la necessità di abbattere i confini della formazione nei diversi ambiti (e non solo della formazione): tra formazione per la salute e formazione per la SSL (one-health), tra formazione al lavoro e formazione alla salute sul lavoro, tra formazione del cittadino e formazione del lavoratore, tra formazione a scuola e formazione fuori dalla scuola  …, in una parola verso il progredire di una “cultura” nel paese dopo anni di progressivo impoverimento. Il “recupero” e la promozione della “cultura” (di tante cose, ivi comprese giustizia, legalità, diritti, eguaglianza, ecc. ecc.) è sempre più nel nostro paese una delle questioni (e prospettive) di crescente criticità, con cui scuola e formazione (a 360 gradi) ma anche tutto il mondo dell’informazione dovrebbero misurarsi, per rendere un po’ meno incerto (e più “sano”) il futuro che abbiamo davanti.

 

Tant’è che le ricadute (positive/negative) di qualsiasi formazione intersecano necessariamente i vari ambiti. Questo significa anche che la formazione SSL non è un problema solo del mondo del lavoro e di chi lavora ma di tutta la società. La stessa pandemia da Sars-COV2 ci dovrebbe aver insegnato qualcosa a questo proposito.

E che quella in SSL non poss­a più essere una “formazione per la riduzione degli infortuni” [1] ma una formazione alla salute in generale, ai diritti, alla responsabilità e alla partecipazione responsabile, alla dignità, all’etica dei rapporti di lavoro e sociali, dovrebbe essere una convinzione ormai consolidata e diffusa. La formazione SSL come invece la conosciamo o la pratichiamo, a fronte anche delle consistenti trasformazioni del lavoro, ha forse sempre più il respiro corto.

 

Parliamo, quindi di formazione SSL, ma con la consapevolezza che non si tratta solo di salute e sicurezza sul lavoro. Uno degli scopi del ragionamento che vorremmo avviare dovrebbe essere quello di abbattere gli steccati tra i diversi momenti di formazione del cittadino, a cominciare ovviamente dalla scuola. Integrare la SSL nella formazione scolastica[2] non è solo nell’interesse del mondo del lavoro (e come lo è!) ma in quello della salute e della sicurezza in generale: nella scuola, a casa, sulla strada, nello sport e nel divertimento, nei consumi, nell’ambiente, nelle relazioni con gli altri (es. uguaglianza/diversità, equità, solidarietà ecc.), nell’etica della società e dei rapporti tra le persone. Una formazione per la salute pubblica?

Per questo si devono, oltretutto, vincere le innegabili resistenze e ostacoli dentro le istituzioni scolastiche a partecipare ad una formazione che non è a favore di “qualcun altro”, quale il mondo del lavoro può essere vissuto, ma fa parte necessaria della formazione della persona-cittadino.

Ciò permetterebbe inoltre di garantire attraverso il sistema pubblico (Stato), che gestisce il vasto campo dell’istruzione, un supporto e un imprinting di cui trarrebbe beneficio tutto il mondo del lavoro ma poi, in generale, qualsiasi ambito della società stessa.

L’ottimo lavoro del Gruppo Formazione CIIP potrebbe essere l’occasione per andare oltre.

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[1] ) Stupisce quindi che il recente protocollo tra Ministeri del Lavoro e dell’Istruzione, INAIL e INL del 26 maggio 2022, abbia invece previsto iniziative “finalizzate alla riduzione sistematica degli eventi infortunistici”.

[2] ) Eu-OSHA: Occupational safety and health and education: a whole school approach. (2013)

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