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Pensano che la solidarietà e la partecipazione siano ancora valori indispensabili.

Il pedale a “uomo morto”, un metodo arcaico di controllo della vigilanza sul macchinista

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Un intervento di Stella Lanzilotta al Congresso Nazionale SIE

Stella Lanzilotta, coordinatrice del Gruppo “Ferrovie” del Gruppo Tecnico Interregionale Prevenzione e sicurezza nei luoghi di lavoro, ci invia cortesemente gli atti con abstract del recente XIII Congresso Nazionale della SIE (Società Italiana di Ergonomia e Fattori Umani), segnalandoci l’intervento dal titolo Il pedale a “uomo morto”, un metodo arcaico di controllo della vigilanza sul macchinista: proposte di miglioramenti ergonomici che ha curato e che “è stato rappresentato come una sfida nei confronti del mondo dell’Ergonomia ad approfondire e trovare soluzioni utili a  sostituire un sistema arcaico di cosiddetta ‘vigilanza del macchinista’ che in realtà si traduce in   controllo della capacità di  reazione motoria a stimoli sonori e controllo della sua presenza fisica a bordo.

 

Richiamando il Regolamento UE 2019/2144, che prevede l’obbligo che le automobili siano dotate di un sistema a telecamera (ADDW Advanced Driver Distraction Warning) in grado di verificare l’attenzione del guidatore, nell’intervento è stato ribadito che “anche per i treni bisogna intervenire quanto prima, le attrezzature tecnologicamente avanzate esistono già, gli studi sono a disposizione e le Università o Enti di ricerca hanno tutti i mezzi per affrontare e offrire soluzioni tecnologicamente adeguate al livello attuale della tecnica. Per le imprese ferroviarie, datori di lavoro, non è più rinviabile l’obbligo di adeguarsi alla evoluzione della tecnica nel rispetto dell’art. 2087 e del D.Lgs. 81/08.”

 

In allegato anche gli atti completi del Congresso, con abstract.

 

Cogliamo l’occasione per ricordare che il prossimo 18 dicembre si terrà a Firenze il convegno nazionale “Tutela della Salute e Sicurezza dei lavoratori in ambito ferroviario” (sottotitolo: “Cooperazione e coordinamento tra istituzioni ed esperienze di vigilanza”)

                                                                               

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