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QUELLI CHE...

Pensano che le informazioni sullo stato di salute delle persone e delle comunità, sulle malattie e gli infortuni, sulle cause di entrambi...costituiscano una premessa indispensabile per fare prevenzione;
Offrono alle istituzioni, ai corpi intermedi della società...valutazioni, proposte, azioni di informazione e formazione con l'intento di partecipare...;
Non hanno conflitti di interesse...per cui sono liberi di dire ciò che pensano
Comunicano in modo trasparente...
Non hanno tra gli obiettivi prioritari la difesa di categorie o di singole figure professionali...
Cercano un continuo confronto con le altre Società scientifiche che operano nel mondo della prevenzione...
Non hanno mai smesso di credere nella necessità di un sistema pubblico di prevenzione diffuso in tutto il paese, in grado di garantire il diritto alla salute e di contrastare le diseguaglianze.
Pensano che la solidarietà e la partecipazione siano ancora valori indispensabili.

“Dona il sangue e non sprecarlo in guerra”

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Il disegno di Niccolò, 10 anni.

Niccolò Di Salvo ha dieci anni, abita a Civitanova Marche. Ha partecipato con un suo disegno a un concorso della sua scuola e dell’AVIS; ha vinto uno dei premi con il lavoro che, con l’autorizzazione dell’autore e del papà Ivano, presentiamo ai frequentatori del nostro sito.
A noi di SNOP il disegno di Niccolò è piaciuto molto perché, con il suo linguaggio grafico forte affiancato da una sola frase essenziale, tiene assieme in un’immagine complessa ma immediatamente leggibile due grandi temi:
– quello del dono e della sua antitesi, lo spreco (del sangue, nel caso specifico: ma Niccolò offre lo spunto anche per una riflessione complessiva su questi concetti);
– quello del rapporto tra salute e pace, anche tramite la sua antitesi (le persone ferite; uno scenario di guerra con una città distrutta, un elicottero che vola minaccioso in cielo).
Chissà se Papa Francesco Bergoglio avrebbe ricollegato lo scandalo dello spreco di qualcosa di vitale (particolarmente violento in contesti di povertà di risorse, quali certamente sono quelli di guerra, se non per i pochi che dalla guerra ci guadagnano) alla cultura dello scarto, che spesso stigmatizzava? Se puoi buttare via il sangue, è perché puoi buttare via le persone e le loro comunità. Per anni sono stato donatore AVIS e dico che, poiché in precedenza mia madre
aveva avuto assoluto bisogno di trasfusioni per un’emorragia, io il sangue non lo stavo donando, ma solo restituendo; anche per questa esperienza personale, a me che sono medico colpisce in modo particolare la constatazione che un ragazzino veda il sangue versato in guerra, oltre tutto, come uno spreco.
Un elemento aggiuntivo di intollerabilità dello scandalo delle guerre che anche nel nostro secolo tutti, come ha già fatto Niccolò, possiamo e dobbiamo vedere, accogliendolo dentro di noi, traendone le conseguenze.

Roberto Calisti per SNOP

 

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