Il disegno di Niccolò, 10 anni.
Niccolò Di Salvo ha dieci anni, abita a Civitanova Marche. Ha partecipato con un suo disegno a un concorso della sua scuola e dell’AVIS; ha vinto uno dei premi con il lavoro che, con l’autorizzazione dell’autore e del papà Ivano, presentiamo ai frequentatori del nostro sito.
A noi di SNOP il disegno di Niccolò è piaciuto molto perché, con il suo linguaggio grafico forte affiancato da una sola frase essenziale, tiene assieme in un’immagine complessa ma immediatamente leggibile due grandi temi:
– quello del dono e della sua antitesi, lo spreco (del sangue, nel caso specifico: ma Niccolò offre lo spunto anche per una riflessione complessiva su questi concetti);
– quello del rapporto tra salute e pace, anche tramite la sua antitesi (le persone ferite; uno scenario di guerra con una città distrutta, un elicottero che vola minaccioso in cielo).
Chissà se Papa Francesco Bergoglio avrebbe ricollegato lo scandalo dello spreco di qualcosa di vitale (particolarmente violento in contesti di povertà di risorse, quali certamente sono quelli di guerra, se non per i pochi che dalla guerra ci guadagnano) alla cultura dello scarto, che spesso stigmatizzava? Se puoi buttare via il sangue, è perché puoi buttare via le persone e le loro comunità. Per anni sono stato donatore AVIS e dico che, poiché in precedenza mia madre
aveva avuto assoluto bisogno di trasfusioni per un’emorragia, io il sangue non lo stavo donando, ma solo restituendo; anche per questa esperienza personale, a me che sono medico colpisce in modo particolare la constatazione che un ragazzino veda il sangue versato in guerra, oltre tutto, come uno spreco.
Un elemento aggiuntivo di intollerabilità dello scandalo delle guerre che anche nel nostro secolo tutti, come ha già fatto Niccolò, possiamo e dobbiamo vedere, accogliendolo dentro di noi, traendone le conseguenze.
Roberto Calisti per SNOP

