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Un seminario a Jesi il 14 maggio
Il prossimo 14 maggio si terrà presso l’hotel Federico II, Via Ancona n. 92, Jesi (AN) l’evento “La Regione Marche nella costruzione della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro”, momento di condivisione dei risultati raggiunti nei Programmi PP06-PP07-PP08 del Piano Regionale della Prevenzione.
Saranno in particolare rendicontati i risultati dei Piani Mirati di Prevenzione dei settori:
logistica
trasporti
rifiuti
metalmeccanico
lavorazione legno e cuoio
edilizia
agricoltura
L’iscrizione è gratuita previa registrazione entro il 9 maggio al seguente link:
https://forms.gle/TeycXMrE7XLwcpTy8
Contiamo di contribuire a diffonderne su questo sito i materiali quando saranno disponibili.


Una risposta
Il PRP 2020-25 delle Marche ha avuto, oltre a importanti risultati “tecnici”, anche due elementi portanti, trasversali a tutti i suoi 14 Programmi tra Predefiniti e Liberi, che ne hanno configurato la fisionomia e l’impronta relazionale: il livello elevato di condivisione tra attori non istituzionali della più diversa natura (ad esempio quelli della scuola, dell’associazionismo locale, del mondo del lavoro e della produzione) e la costante attenzione al tema dell’equità. La speranza è che anche il PRP ora in costruzione e che dovrà essere perfezionato in tempi brevi sia sostenuto da uno stesso (se non, addirittura più elevato) livello di partecipazione della società civile, oltre che dei professionisti della salute e delle istituzioni pubbliche. Ci aspettano tempi “interessanti”, attraversati da cambiamenti profondi quali la transizione climatica, l’emersione di epidemie che non di rado da locali minacciano di trasformarsi in globali, tutte le conseguenze socio-sanitarie di una diuturna “guerra mondiale a pezzetti”, uno spreading caotico di rischi chimici “sporchi” come quelli derivanti dal non-ciclo dei rifiuti e dall’inquinamento delle acque di falda da PFAS e altri agenti di lunga persistenza… Non è pensabile di fronteggiare tutto questo secondo una logica di programmi-ed-editti-e-prestazioni-e-adempimenti, servono un pensiero, delle azioni e delle verifiche di efficacia (o meno) di ampio respiro, ben supportati scientificamente (a iniziare dall’epidemiologia), istituzionalmente (ivi compreso un finanziamento adeguato) e socialmente (laddove la suddetta equità non sia solo un bollino su di un’etichetta). Insomma, un PNP e i PRP che ne discendono e lo applicano sono ottime premesse e ottimi strumenti per “farcela”, anche se da soli non bastano. Siamo quindi in un momento di grandi scelte. Questo vale sulle grandi scale tanto quanto si quella di una Regione medio-piccola distesa tra il Medio Adriatico e il Medio Appennino che ha nel suo nome il marchio della “terra di confine”. In bocca al lupo, Marche!!! (e viva il lupo)