Sei storie di infortunio in un libro di Andrea Sbrancia
Andrea Sbrancia, tecnico della prevenzione, ha pubblicato un libro (agile, non ponderoso: si può leggere d’un fiato, anche se uno slow reading non è sconsigliato) dal titolo “Il factotum del ghetto verticale e altre storie”, in cui raccoglie sei “storie di infortunio” che traspongono in letteratura altrettante inchieste che Andrea ha condotto durante il suo percorso nei Servizi per la Prevenzione e la Sicurezza negli Ambienti di Lavoro. I lavoratori, quindi, sono i protagonisti: con essi gli ambienti sociali in cui essi vivono e i contesti in cui gli eventi tragici maturano. L’approccio letterario non dimentica quello prevenzionistico (e la finalità prevenzionistica) di DORS sul cui sito, del resto, tre delle sei storie sono già apparse e sono sempre accessibili. Ma qui il tecnico-autore, ancora più che in precedenza, si rivolge particolarmente all’esplorazione di dinamiche interiori, relazioni umane e sentimenti (anche di chi le inchieste le fa, anziché esserne “oggetto” – in tanti casi purtroppo ormai inanimato). Non viene cercata la commozione facile, si va ad inseguire qualcosa di più profondo che mette in luce aspetti apparentemente marginali di quanto accade e perché accade. Insomma, un viaggio complesso che ci aiuta a capire perché ancora oggi gli infortuni sul lavoro siano una piaga irrisolta e che non si può risolvere con “più ispezioni”. Serve anche tanto altro.
Il volume è disponibile nelle principali librerie e presso l’editore.
Andrea Sbrancia: Il factotum del ghetto verticale e altre storie. Robin Edizioni, Collana Robin&sons,
- Pagine 110 p., ISBN 9791257145101. € 14
