Non è mai possibile accettare la morte, la sua perentorietà, l’impossibilità di replica, la sua eternità. Non è mai possibile accettarla per nessuno, ancor meno per un parente o per un amico. Ma non è dei sentimenti personali di ciascuno di noi che voglio ora parlare: ciascuno vive nel proprio privato il vuoto incolmabile che ha determinato la morte di Rino. Ciascuno ha i propri ricordi o i propri rammarichi, ciascuno ha percorso un pezzo più o meno lungo della propria vita con lui. Voglio invece parlare di cosa Rino abbia rappresentato per il nostro mondo e di quanto la sua perdita sia da ritenersi veramente irrecuperabile. Vulcanico, generoso, intelligente, proiettato verso il futuro, capace di tessere reti, lungimirante, portatore di conoscenze che non hanno facili confronti, motore inesauribile. Sappiamo quanto si sia speso per la prevenzione, per l’ambiente e in particolare per la sicurezza nei luoghi di lavoro (e quanto si sia personalmente speso lo comprendiamo purtroppo molto meglio ora). Conosciamo i suoi progetti per questo impegnativo anno e per il 2015, con la sfida dell’Expo che già lo aveva appassionato. Abbiamo ricevuto le sue telefonate che non tenevano conto dei giorni di festa, abbiamo letto le sue mail inviate in qualsiasi giorno e in qualsiasi ora. Non si è mai risparmiato e ha da sempre rappresentato un riferimento. Rino non è sostituibile. Chiunque sia rimasto dovrà ora affrontare le future difficili sfide in maniera diversa, consapevole di una nuova improvvisa debolezza. Ma con l’impegno di non rendere vano tutto il suo lavoro e di dare continuità al suo sacrificio.
Tutti noi gli siamo grati. Con lui è morto un uomo giusto.
Giorgio Di Leone
Presidente SNOP
Rino Pavanello ci ha lasciato alla vigilia del Workers Memorial Day e dell’evento al quale aveva lavorato con generosità e passione, per il quale aveva preparato le note che qui alleghiamo.

