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Trent’anni fa nasceva OCRA

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Un convegno curato dagli autori, Daniela Colombini e Enrico Occhipinti, e dalla Associazione Scientifica EPMIES

In occasione del trentesimo anniversario della nascita del metodo OCRA, Daniela Colombini e Enrico Occhipinti insieme con l’Associazione Scientifica EPMIES (Ergonomia della Postura e del Movimento International Ergonomics School) promuovono una serie di conferenze sulla storia, evoluzione e divulgazione scientifica di questo metodo di gestione del rischio da sovraccarico biomeccanico lavorativo degli arti superiori che si terrano in una decina di diversi paesi del mondo a partire dall’Italia

Il primo Seminario, che si terrà a Milano il 20 giugno prossimo, presenterà inoltre il nuovo Standard ISO 11228-3 (2026) dedicato ai movimenti ripetitivi degli arti superiori.

 

Le malattie dell’apparato muscolo scheletrico, la cui genesi è notoriamente multifattoriale, rappresentano di gran lunga ormai da numerosi anni le patologie correlate al lavoro maggiormente denunciate e riconosciute dall’INAIL e quelle per la prevenzione delle quali si concentra la maggiore attenzione dei Medici competenti nel corso della sorveglianza sanitaria sui lavoratori. Tra queste, un posto di rilievo rivestono non solo le patologie determinate dalla movimentazione manuale di carichi ma anche quelle correlate ai movimenti ripetitivi ad alta frequenza degli arti superiori e, tra i comparti produttivi di maggiore interesse, oltre all’edilizia e all’agricoltura, si riconoscono il manifatturiero nel suo complesso e la sanità.

Come per tutti i rischi lavorativi, anche (se non soprattutto) per il sovraccarico biomeccanico dell’apparato muscolo scheletrico uno dei principali vulnus del sistema della sicurezza è rappresentato dallo scarso numero delle specifiche valutazioni dei rischi e ancor più dalla scarsa qualità delle stesse. Un recente studio dell’INAIL su un campione di 172 aziende appartenenti a diversi settori ha evidenziato l’affidabilità del Documento di Valutazione dei Rischi solo nel 30,3% delle valutazioni del Sovraccarico biomeccanico degli arti superiori, nel 17,6% delle Movimentazioni manuali dei carichi e nel 16,3% della Movimentazione manuale dei pazienti. Tutto ciò, nonostante i professori Colombini e Occhipinti (e il gruppo internazionale di esperti che collabora con loro) abbiano ormai numerosi anni fa, e nel tempo ulteriormente perfezionato, predisposto i criteri e gli strumenti di valutazione degli specifici rischi (Sistema OCRA per i movimenti ripetitivi degli arti superiori, NIOSH modificato per la movimentazione manuale dei carichi, MAPO per la movimentazione dei pazienti non autosufficienti e TACOS per le posture incongrue prolungate e siano in fase di revisione dell’utilizzo delle tabelle di Snook & Ciriello per le operazioni di traino e spinta) che sono diventati tra i principali standard di riferimento internazionale, applicati attraverso le norme tecniche e i relativi Technical Report non solo in Europa (nella pressoché totalità degli Stati), ma anche nel continente americano (Stati Uniti e Paesi del Centro e del Sud America) e asiatico (India e Giappone).

Non possiamo inoltre ignorare l’impetuoso avvento dell’intelligenza artificiale che, se da un lato garantisce un più veloce ed efficiente accesso alle banche dati e alla letteratura scientifica, dall’altro non può essere utilizzata (come invece sembra stia avvenendo) surrogando l’uomo nelle fasi valutative. Ci sono, infatti, elementi intrinsecamente costitutivi degli strumenti valutativi dei rischi da sovraccarico biomeccanico dell’apparato muscolo scheletrico (come ad es. l’uso della forza, la tipologia delle prese o i tempi di recupero) che non sembrerebbero, allo stato attuale, valutabili attraverso l’intelligenza artificiale (né tanto meno questo tipo di valutazione può essere ridotta all’esclusiva analisi delle posture). Di sicuro le potenzialità che l’intelligenza artificiale propone sono, e lo saranno sempre più e sempre più velocemente nel prosieguo, di grande interesse anche in questo settore. Si tratta però di imparare a gestirle impedendo facili semplificazioni: devono rappresentare “uno” strumento e non “lo” strumento e, soprattutto, non devono mai sostituirsi ad una valutazione critica del valutatore. Sarà necessario assicurare un attento monitoraggio di questi strumenti evitando la diffusione acritica verso chi è alla ricerca di semplificazioni con esclusive finalità commerciali.

A distanza di 30 anni dalla nascita del metodo OCRA, l’interessante Seminario proposto dalla EPM – International Ergonomics School presenta gli ultimi aggiornamenti degli strumenti valutativi e dei relativi standard internazionali e interessanti esperienze applicative in importanti realtà produttive italiane, europee e del Centro e Sud America. Sarà anche l’occasione per distribuire l’ultimo Dossier Ambiente dedicato alle “News sulla valutazione del sovraccarico biomeccanico occupazionale degli arti superiori”.

Giorgio Di Leone

 

 

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