Il convegno AsNAS di Bologna (11 ottobre 2025)
I temi del convegno nazionale dell’Associazione Nazionale Assistenti sanitari (AsNAS) che si terrà a Bologna il giorno 11 ottobre sono dedicati, rispettivamente, a tracciare e recuperare la lunga storia della professione, ad affrontare le sfide odierne della formazione e ad analizzare il ruolo dell’AS nei consultori.
Ai fini anche di una migliore presentazione del convegno, abbiamo chiesto alla Presidente, Elena Nichetti, di illustrare innanzitutto da dove nasca oggi per l’Associazione il bisogno di interrogarsi sulla lunga storia della professione (a cui risulta che venga dedicato un progetto di ricerca), proprio in considerazione dei consistenti mutamenti avvenuti nel tempo sia dentro la professione che nei contesti organizzativi nei quali si sono trovati ad operare.
Elena Nichetti: Il centenario dall’istituzione delle prime scuole per Assistenti Sanitarie Visitatrici con il Regio Decreto-Legge del 1925 rappresenta per AsNAS un’occasione straordinaria per riappropriarci della nostra storia professionale, non come celebrazione nostalgica, ma come strumento strategico per il presente. In questi cento anni, gli Assistenti sanitari hanno sviluppato metodologie e tecniche innovative nel campo della prevenzione che hanno contribuito a superare grandi sfide di sanità pubblica: dalle campagne di educazione sanitaria che hanno debellato malattie infettive, agli interventi di medicina di comunità, fino all’approccio domiciliare e territoriale che ha caratterizzato la nostra professione.
Oggi il Servizio Sanitario Nazionale affronta nuove complessità: l’invecchiamento della popolazione, le cronicità, le disuguaglianze di salute, la necessità di spostare il focus dall’ospedale al territorio. Il progetto di ricerca storica che presenteremo al convegno non è quindi un’operazione meramente accademica, ma un’analisi strategica per comprendere come le competenze consolidate in un secolo di esperienza possano essere riattualizzate per rispondere alle sfide contemporanee.
La storia ci insegna che l’Assistente sanitario ha sempre operato come ponte tra servizi e comunità, sviluppando un approccio preventivo e educativo che oggi più che mai risulta cruciale per la sostenibilità del sistema sanitario. Riappropriarsi di questo patrimonio di saperi significa riaffermare il valore distintivo della nostra professione in un momento di profonda trasformazione della sanità.
SNOP: È inevitabile che questo porti ad un’analisi di quello che viene qui chiamato, in maniera rivelatrice, “il sapere della professione”, che parte certo dalla formazione ma che sembra andare anche oltre. Non a caso, la formazione che insiste nel titolo e nei temi è anche nella centrale tavola rotonda che viene dedicata alla proiezione verso le sfide attuali.
Elena Nichetti: Il “sapere della professione” rappresenta un patrimonio che va oltre la mera acquisizione di competenze tecniche: è l’insieme di conoscenze teoriche, abilità pratiche e capacità critiche che definiscono l’identità professionale dell’assistente sanitario. La trasformazione formativa dalle storiche “scuole specializzate” ai corsi di laurea universitari in Assistenza sanitaria ha segnato un salto qualitativo fondamentale, elevando il profilo accademico e scientifico della professione senza perderne il carattere fortemente pratico e applicativo.
I corsi di laurea si caratterizzano per uno scambio costante e strutturato tra università e servizi sanitari, creando fin dall’inizio del percorso formativo quella correlazione tra teoria e pratica che diventa poi il marchio distintivo del nostro operare professionale.
Questa metodologia formativa ha generato professionisti capaci di coniugare rigore scientifico e pragmatismo operativo, di tradurre evidenze scientifiche in interventi concreti di prevenzione e promozione della salute. La tavola rotonda del convegno, dedicata alle sfide contemporanee della formazione, vuole proprio interrogarsi su come mantenere e rafforzare questa peculiarità formativa, adattandola alle nuove esigenze di un sistema sanitario in evoluzione e alle competenze richieste per operare efficacemente in contesti sempre più complessi e multiprofessionali.
SNOP: Nella terza sezione del convegno, ci si occuperà, invece, di uno dei diversi ruoli dell’Assistente sanitario, non sempre conosciuto: quali sono gli aspetti di interesse nell’intervento consultoriale?
Elena Nichetti: Il ruolo dell’Assistente sanitario nei consultori familiari rappresenta un esempio paradigmatico di come questa professione riesca a coniugare competenze specialistiche con un approccio globale alla salute della persona e della famiglia. Quest’anno celebriamo anche il cinquantennale dall’istituzione dei consultori con la legge 405/75, un’occasione per riflettere su come l’AS abbia saputo evolversi e adattarsi in questo contesto così significativo per la sanità territoriale. Come evidenziato nel documento di posizionamento che presenteremo al convegno, l’AS nei consultori opera attraverso metodologie distintive che vanno ben oltre l’aspetto meramente sanitario.
La tecnica del colloquio, strumento cardine della professione fin dai programmi ministeriali del 1938, consente di decodificare non solo i bisogni espressi ma anche quelli inespressi, creando un ponte tra la domanda iniziale dell’utente e i percorsi di cura più appropriati. Il dispositivo gruppale permette di affrontare tematiche complesse come l’educazione socioaffettiva, la preparazione alla nascita e l’empowerment genitoriale, valorizzando la dimensione comunitaria dell’intervento preventivo.
Particolarmente significativa è la visita domiciliare, che esprime la vocazione storica dell’assistente sanitario a raggiungere le popolazioni più vulnerabili, contrastando le disuguaglianze di salute. Nei consultori, questo strumento diventa cruciale per supportare famiglie fragili, monitorare il benessere materno-infantile e individuare precocemente situazioni di rischio.
La formazione universitaria multidisciplinare dell’AS – che spazia dalle scienze sociali alla pediatria, dalla psicologia all’igiene – lo rende ideale per operare in un contesto come il consultorio, dove la salute sessuale e affettiva si integra con la promozione del benessere globale della famiglia. L’AS diventa così il professionista che sa leggere la complessità dei bisogni familiari, attivare reti di supporto e promuovere empowerment, contribuendo a fare del consultorio un vero presidio di salute di comunità.
SNOP: In molti contesti, la caratteristica della professione dell’AS è legata alla necessità di operare in organizzazioni e processi che richiedono approcci multiprofessionali e quindi la collaborazione e l’integrazione con altre figure professionali, cosa che, da una parte può creare difficoltà (per attribuzione di profili, per aspetti contrattuali, formativi ecc.) ma, che dall’altra, costituisce uno dei metodi fondanti ed efficaci del lavoro per la salute. Approfittiamo di questo breve colloquio per chiedere a Nichetti, quali siano oggi i punti di forza della professione e su quali prospettive l’Associazione stia lavorando, anche alla luce della complicata situazione del SSN e della prevenzione in particolare, dentro un quadro in forte cambiamento, anche per le professioni sanitarie.
Elena Nichetti: I punti di forza dell’assistente sanitario risiedono proprio nella sua capacità di adattamento e nella versatilità professionale che gli consente di operare efficacemente in contesti multiprofessionali. La crisi del SSN e le sfide della prevenzione richiedono oggi più che mai professionisti capaci di lavorare in rete, di integrarsi con altre figure e di mantenere un approccio sistemico ai problemi di salute. L’AS possiede storicamente queste competenze, rafforzate dalla formazione universitaria che ha creato un linguaggio condiviso con le altre professioni sanitarie.
AsNAS sta investendo strategicamente su questa direzione attraverso la creazione di gruppi di lavoro specialistici che generano network nazionali di confronto e sviluppo di saperi professionali. Il gruppo sull’ambito vaccinale sta elaborando procedure standardizzate per la gestione delle sedute vaccinali, mentre quello sugli screening oncologici si confronta sull’organizzazione dei programmi per mammella, cervice uterina e colon-retto, oltre ai nuovi screening per polmone e prostata introdotti in alcune regioni.
Stiamo inoltre avviando nuovi ambiti di sviluppo: la prevenzione e promozione della salute a scuola, settore storicamente legato alla professione, e la health literacy, competenza sempre più cruciale per ridurre le disuguaglianze di salute e migliorare l’empowerment dei cittadini.
La prospettiva è quella di consolidare il riconoscimento dell’AS come professionista della prevenzione per eccellenza, capace di operare dalla singola persona alla comunità, dal setting clinico a quello educativo. In un SSN che deve necessariamente spostare il baricentro dal curare al prevenire, l’assistente sanitario rappresenta una risorsa strategica per la sostenibilità del sistema. La sfida è valorizzare questo patrimonio professionale attraverso un riconoscimento istituzionale più forte e una presenza più strutturata nei servizi territoriali.
SNOP è tra i patrocinatori del Convegno.
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