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QUELLI CHE...

Pensano che le informazioni sullo stato di salute delle persone e delle comunità, sulle malattie e gli infortuni, sulle cause di entrambi...costituiscano una premessa indispensabile per fare prevenzione;
Offrono alle istituzioni, ai corpi intermedi della società...valutazioni, proposte, azioni di informazione e formazione con l'intento di partecipare...;
Non hanno conflitti di interesse...per cui sono liberi di dire ciò che pensano
Comunicano in modo trasparente...
Non hanno tra gli obiettivi prioritari la difesa di categorie o di singole figure professionali...
Cercano un continuo confronto con le altre Società scientifiche che operano nel mondo della prevenzione...
Non hanno mai smesso di credere nella necessità di un sistema pubblico di prevenzione diffuso in tutto il paese, in grado di garantire il diritto alla salute e di contrastare le diseguaglianze.
Pensano che la solidarietà e la partecipazione siano ancora valori indispensabili.

Piano Nazionale Vaccini: un passo in avanti

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Nella versione già pronta e approvata dalle Regioni alla fine del 2015 (modificata solo nel riferimento temporale 2017-2019), finalmente superata l’incognita delle risorse (impatto stimato di 220 mln di euro) con la Legge di Bilancio e i nuovi LEA (peraltro non ancora pubblicati in Gazzetta Ufficiale), viene finalmente varato il Piano Nazionale Vaccini….

salutato dalla SItI, in una nota di Carlo Signorelli, come un piano di prevenzione vaccinale aggiornato, moderno e sufficientemente energico per respingere le critiche strumentali e faziose – provenienti anche dall’interno del sistema – che hanno caratterizzato le politiche vaccinali degli ultimi anni e hanno portato alla preoccupante diminuzione delle coperture vaccinali in Italia oltre che un’inaccettabile disequità di offerta, anche se restano problemi organizzativi, economici e comunicativi che renderanno non semplice la sua applicazione in tempi brevi e soprattutto il raggiungimento degli ambiziosi obiettivi di copertura soprattutto per le nuove vaccinazioni.

Tra gli obiettivi dichiarati dal Ministero della Salute, il mantenimento dello stato polio-free e il perseguimento dello stato morbillo-free e rosolia-free, ma anche l’offerta attiva e gratuita di vaccinazioni per fasce di età e popolazioni a rischio (Anti Pneumococco e Zoster per gli anziani, antimeningococco b, Rotavirus e Varicella per i più piccoli, anti Papillomavirus anche per gli adolescenti maschi). L’aumento dell’adesione consapevole, il contrasto alle disuguaglianze, la promozione della cultura delle vaccinazioni nella popolazione generale e nei professionisti sanitari, la promozione della ricerca e dell’informazione scientifica indipendente sui vaccini rappresentano tuttavia le vere sfide.

In questi giorni su tutti i giornali e nei talkshow si parla di vaccinazioni possibili, mancate, nuove… Ovviamente, non può che essere contento delle novità e delle sfide lanciate dal Piano chi di noi conosce la fatica di convincere alla vaccinazione antinfluenzale ( di cui si parla meno!), arginare il panico da meningite ( anche se i numeri non indicano un’emergenza, e anche considerando la criticità Toscana) , o da tbc…; o chi ha vissuto la bellezza di quegli atri pubblici di ASL ( tipo ONU) pieni di bambini di ogni colore e mamme velate o no, la difficoltà alla promozione della vaccinazione HPV nelle adolescenti.

Tutto bene? Non completamente, se si pensa alla diminuzione del personale della sanità ( pensionamenti, blocco assunzioni, precariato dilagante …) e alla contrazione delle risorse: anche questo, come tutti gli altri Piani, anche della prevenzione, ha bisogno di gambe, di risorse umane sui territori.

Ha ragione in questo Aldo Grasselli di FVM quando, a proposito del DPCM sui Livelli Essenziali di Assistenza, scrive che   le gazzette ufficiali poco possono fare contro gli andamenti della finanza regionale , quando la riduzione della spesa per personale e servizi porta di fatto al venir meno della garanzia per i cittadini, da parte della sanità pubblica, di quei livelli essenziali ufficialmente condivisi e promulgati.  Ovviamente, torneremo presto anche sui temi delle risorse, dei NUOVI LEA della prevenzione, indicatori compresi: la sensazione, operando sul campo, è che la Prevenzione non sia decisamente al centro dei cuori. Alla prossima.

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