Le considerazioni di un gruppo consiliare comunale di minoranza a Grugliasco (TO)
Grugliasco è una cittadina della prima cintura ovest di Torino con un’importante tradizione produttiva fiorita già nel ‘700 con il ciclo della seta e sviluppatasi poi, nel ‘900, in rapporto soprattutto con quello delle autovetture; Wikipedia riporta, al riguardo, quanto segue.
“L’ultima espansione industriale e urbanistica fu dovuta alla vicinanza con gli stabilimenti FIAT Mirafiori, che fece di Grugliasco un polo industriale dell’indotto automobilistico: sorsero infatti gli impianti di Pininfarina, Bertone, Vignale, Westinghouse, Itca, Cimat. Agli inizi del XXI secolo ne rimangono attivi solo alcuni, mentre nella zona industriale si sono insediati sia il polo di interscambio merci denominato “SITO Interporto di Torino”, sia i nuovi mercati ortofrutticoli torinesi C.A.A.T.”
Non citata da Wikipedia, ma impossibile da dimenticare per chi negli anni si è occupato di malattie dei lavoratori (e dintorni) è un’altra azienda storica grugliaschese: la SIA (Società Italiana Amianto) – già SIRA (Società Italo-Russa per l’Amianto) – che produsse carta, tessuti e guarnizioni in amianto (in gran parte “il bianco”, il crisotilo: ma anche “il blu”, la crocidolite), con un impatto devastante sulla salute di moltissimi lavoratori nonché, in diversi casi, di chi si era limitato ad abitare nelle vicinanze della manifattura.
Poi è venuta la de-industrializzazione del nord-ovest italiano, per cui anche attorno a Torino sono diminuite le fabbriche e si sono sviluppati i centri commerciali (iniziando da “Le Gru”, a suo tempo pionieristico) e altro.
Dal sito ufficiale del Comune di Grugliasco: “Il primo impulso è stato impresso dal trasferimento in Grugliasco delle facoltà di Agraria (1999) e di Veterinaria (2000) dell’Università di Torino, frequentate da circa tremila studenti. Il futuro vedrà Grugliasco impegnata nel campo culturale ed in quello delle scienze: sono previsti difatti l’insediamento dell’intero polo universitario scientifico torinese (ad eccezione della Facoltà di Medicina) e la realizzazione di un vasto parco urbano che arricchirà varie aree all’interno della città.”
E poi altro ancora, tra cui ciò che vedremo fra poco.
A SNOP è sembrato interessante, utile da proporre all’attenzione di chi naviga le acque dell’arcipelago del suo sito, questo documento redatto a cura di due consiglieri di un gruppo consiliare comunale di minoranza ed esponenti di un movimento partecipativo locale, ove si parla di un’ulteriore evoluzione del territorio e del mondo della produzione di Grugliasco: la prospettiva di realizzare un grande data-center nell’area a Borgata Lesna che fu sede del citato, storico stabilimento Pininfarina.
Documento interessante e utile sia per le informazioni e i dati raccolti e presentati con chiarezza, sia per l’approfondimento sul loro significato, sia perché l’analisi che se ne fa discendere non si arena sul classico “non nel cortile di casa mia”, ma si espande ad immaginare e confrontare più alternative e a mettere in luce pregi e difetti di più possibili scelte, da discutere e quanto più possibile condividere con le popolazioni locali.
L’importante, a questo punto, non è dichiararsi “pro” o “contro”, schierarsi su di un fronte o su quello contrapposto: l’importante è cogliere l’occasione per riflettere su obiettivi e strategie (anche di natura locale, ma con ricadute non unicamente locali) e abituarsi (o forse anche ri-abituarsi) a farlo sulla base di informazioni, confronti, visioni di scenari d’assieme e paesaggi, decisioni mature costruite a viso aperto e “non a voce sola”.
Roberto Calisti
A proposito della crescente diffusione di nuovi datacenter, segnaliamo anche il recente interessante articolo de Il Post.

