NOI SIAMO
QUELLI CHE...

Pensano che le informazioni sullo stato di salute delle persone e delle comunità, sulle malattie e gli infortuni, sulle cause di entrambi...costituiscano una premessa indispensabile per fare prevenzione;
Offrono alle istituzioni, ai corpi intermedi della società...valutazioni, proposte, azioni di informazione e formazione con l'intento di partecipare...;
Non hanno conflitti di interesse...per cui sono liberi di dire ciò che pensano
Comunicano in modo trasparente...
Non hanno tra gli obiettivi prioritari la difesa di categorie o di singole figure professionali...
Cercano un continuo confronto con le altre Società scientifiche che operano nel mondo della prevenzione...
Non hanno mai smesso di credere nella necessità di un sistema pubblico di prevenzione diffuso in tutto il paese, in grado di garantire il diritto alla salute e di contrastare le diseguaglianze.
Pensano che la solidarietà e la partecipazione siano ancora valori indispensabili.

Per un Paese senza schiavi

Condividi con:

Facebook
Twitter
WhatsApp
Email
Stampa

Tempo di lettura: 3 minuti

Tempo di lettura: 3 minuti

Flavio Coato commenta e rilancia la discussione

 Con uno scritto che abbiamo pubblicato su questo sito il 10 giugno scorso (https://snop.it/sul-sistema-dei-controlli-e-della-prevenzione-negli-ambienti-di-lavoro/), Flavio Coato ha lanciato quelle che lui chiama provocazioni ma che in realtà costituivano degli stimoli forti in due precise direzioni:

  • L’urgenza di dare risposta al permanere nel nostro Paese (da Nord a Sud, aggiungiamo) di condizioni di lavoro irregolare e nero, con violazioni della dignità umana oltre che del lavoro, tali da prefigurare talvolta situazioni di schiavitù. Risposta che non può essere limitata alla pur indispensabile vigilanza e repressione ma che deve coinvolgere prima ancora lo Stato nel suo insieme, la Società, i Cittadini, le imprese e i lavoratori in un Patto Sociale che impegni tutti a contrastare le situazioni inaccettabili che possiamo definire “sotto il minimo etico”.
  • La seconda direzione che indicava era volta alla necessità di aggiornare il complesso e frammentato sistema pubblico dei controlli, prospettando soluzione alla sua inadeguatezza e alla sua scarsa efficacia. E l’ha fatto, qui sì, provocatoriamente ma con lucidità, rilanciando l’idea di “un corpo unico che operi nella prevenzione e vigilanza” – “collocato dove si voglia” – ma “con il compito di promuovere la prevenzione e non solo di reprimere.”

 Le considerazioni di Coato hanno dato vita ad una discussione che è proseguita – con posizioni variegate e l’aggiunta di ulteriori elementi di interesse, con interventi, rispettivamente, di:

Ora Flavio Coato torna qui sugli stessi temi, a chiarire e rinforzare il suo pensiero e le sue proposte.

La redazione

 

A seguito degli interventi successivi al mio sul tema dei controlli – interessanti ancorché talvolta divergenti dalle mie analisi ma che permettono di allargare il quadro del problema – propongo alcune ulteriori sintetiche riflessioni:

  • ho voluto lanciare delle provocazioni per cercare di uscire dallo stretto canale dei soliti ragionamenti: le risorse per i Servizi di Prevenzione delle ASL sono sempre meno, non c’è coordinamento, il Ministero del Lavoro la fa da padrone e il Ministero della Salute è assente ecc.
  • so bene che creare un Corpo Unico di Vigilanza è praticamente impossibile, ma anche invocare maggiore coordinamento dopo quasi 50 anni che lo si chiede non avrà maggior fortuna. Tutti sappiamo che non esiste ancora un sufficiente coordinamento nemmeno tra le Regioni e talvolta, o spesso, nemmeno all’interno della stessa Regione;
  • penso che servirebbe ormai riformare tutto il Sistema della prevenzione, troppo statico e non adeguato alle velocissime trasformazioni della Società. Ma qui necessita un grandissimo lavoro di Personaggi illuminati e di grande visione che dal mio osservatorio non intravedo;
  • il “Patto sociale” che propongo – e che vedo citato anche in altri interventi – va oltre la problematica della vigilanza routinaria partendo da questo assunto: ci sono delle regole minime di sicurezza – e di civiltà – che sono nell’interesse di tutti coloro che si muovono cercando di rispettare la legge. Chi opera al di sotto di queste regole minime crea una turbativa di mercato importante poiché, risparmiando sugli investimenti di sicurezza e salute, crea una concorrenza sleale a scapito delle imprese sane.

Ritengo che una Società del calibro di SNOP possa coagulare attorno ad una proposta di “Patto Sociale”, ovviamente da dettagliare e condividere, altre forze sensibili alla sicurezza dei lavoratori e alla equità sociale, richiedendo alle Alte Cariche dello Stato, ai Sindacati e alle Associazioni Imprenditoriali, alla Magistratura e agli Organi di vigilanza di individuare e fermare prioritariamente queste situazioni. Certamente – nessuno me ne voglia – ogni situazione non a norma va perseguita, ma se si vuole provare a diventare un Paese civile, senza “schiavi”, e senza dover chiudere gli occhi sul caporalato e lo sfruttamento della manodopera in alcuni settori salvo aprirli per piangere solo a disastri avvenuti, bisogna affrontare con coraggio le situazioni peggiori.

Conscio che per problemi complessi non esistono soluzioni semplici e che a volte anzi non esistono proprio soluzioni, saluto e ringrazio SNOP di esistere.

3 luglio 2026

Flavio Coato

PS: a mio avviso sarebbe un segnale importante cominciare a chiedere scusa, ognuno per la sua parte, per non essere riusciti a fare abbastanza per evitare i morti per infortunio, almeno quelli che si ripetono con modalità note.

Se lo desideri, sostienici con una donazione

ULTIMI ARTICOLI

RIMANI AGGIORNATO

Lascia un commento