NOI SIAMO
QUELLI CHE...

Pensano che le informazioni sullo stato di salute delle persone e delle comunità, sulle malattie e gli infortuni, sulle cause di entrambi...costituiscano una premessa indispensabile per fare prevenzione;
Offrono alle istituzioni, ai corpi intermedi della società...valutazioni, proposte, azioni di informazione e formazione con l'intento di partecipare...;
Non hanno conflitti di interesse...per cui sono liberi di dire ciò che pensano
Comunicano in modo trasparente...
Non hanno tra gli obiettivi prioritari la difesa di categorie o di singole figure professionali...
Cercano un continuo confronto con le altre Società scientifiche che operano nel mondo della prevenzione...
Non hanno mai smesso di credere nella necessità di un sistema pubblico di prevenzione diffuso in tutto il paese, in grado di garantire il diritto alla salute e di contrastare le diseguaglianze.
Pensano che la solidarietà e la partecipazione siano ancora valori indispensabili.

Altre storie di infortunio sul sito di DORS.

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Con la ricostruzione di un infortunio in ambito ferroviario raccolta da alcuni RLS

Quello delle “Storie di infortunio” di DORS continua a essere definito, sul sito del Centro, come un “progetto”: ma è divenuto in effetti un vero e proprio “programma”, robustamente strutturato in forza della sua ammirevole continuità temporale (è nato nel 2012) ed etico-metodologica (“raccontare per prevenire” con grande attenzione alla scrittura e all’efficacia comunicativa) intrecciata ad un’intrigante capacità di evolvere mantenendo un’identità definita e riconoscibile. Come la nave di Teseo: pensiamo che, per quanti pezzi di tela e di fasciame possano essere stati cambiati nel corso degli anni, ciò che ancora oggi sta navigando è sempre, inequivocabilmente, “quella nave lì”.

Le “Storie di infortunio” di DORS sono arrivate a essere 119, con diverse particolarità tra le ultime.

Una (la n. 104) rievoca la vicenda della “Phos Italiana”, una fabbrica di fiammiferi che usava fosforo bianco e che esplose che il 15 marzo 1924, uccidendo 21 persone in gran parte ragazze adolescenti.

Un’altra (la n. 106) narra la tragedia della discoteca “Lanterna azzurra” di Corinaldo come l’ha vissuta una lavoratrice: una ragazza che faceva la guardarobiera “a chiamata”.

Un’altra ancora (la n. 115) affronta un infortunio mortale avvenuto a bordo della nave-scuola Amerigo Vespucci: è stata scritta da un tecnico della prevenzione di una ASL/ATS e da un contrammiraglio “già comandante dell’Amerigo Vespucci”.

Quella pubblicata più di recente (per l’appunto la n. 119, è uscita il 29 dicembre scorso) è stata scritta da due RLS del comparto ferroviario che si sono confrontati, nell’ambito di una comunità di pratica “mista”, con operatori dei Servizi Pubblici per la Prevenzione e la Sicurezza dei Lavoratori, operatori dei Patronati Sindacali e altri.

Buona lettura, buona prevenzione: e soprattutto, “buon vento”.

 

Trappola di cristallo

 

 

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