A proposito di un articolo di Jacopo Grossule
Da tempo SNOP segue con assiduità le questioni della sicurezza ferroviaria, per il loro impatto indissolubilmente congiunto su tutela dei lavoratori, tutela dei passeggeri e – tutt’altro che eccezionalmente – tutela di chi vive vicino a una linea ferroviaria e dell’ambiente tout court. Non c’è bisogno di testimoniare o rievocare i tanti disastri che puntualmente emergono dalle cronache, con il consueto contorno del rituale, del tutto effimero “non abbassare la guardia” e “mai più”.
In tale contesto, abbiamo trovato particolarmente interessante un recente articolo di Jacopo Grossule (https://www.insic.it/sicurezza-sul-lavoro/prevenzione-infortuni-articoli/agente-solo-ferroviario-rischi-sicurezza-lavoro/), attivo RLS in ambito ferroviario, che approfondisce motivazioni e conseguenze di una spinta che parrebbe ormai inarrestabile (magari poi non è davvero così) ad adottare, per la guida dei convogli ferroviari sia “merci” sia “passeggeri” del modulo di condotta ad agente solo: vale a dire, con un unico, solitario macchinista in cabina di guida e nessun altro a bordo che sia in grado di assumere la guida medesima, anche in condizioni emergenziali.
Ancora una volta, i sistemi aziendali risparmiano su una delle poche voci di bilancio che sembrano (sembrano!) comprimibili all’infinito. Legittimo se davvero questo risparmio finanziario e logistico risultasse indifferente del punto di vista della sicurezza.
Grossule spiega con pacatezza, ma anche con estrema precisione, che questa supposta indifferenza non può essere accolta come un assunto a priori.
Non vogliamo spoilerare, per cui ci limitiamo qui a proporre due degli item trattati da Grossule:
– La scelta dell’agente solo riduce le ridondanze della sicurezza, vale a dire quella sovrabbondanza di “linee difensive” che si usa correttamente in una miriade di scenari, a iniziare da quelli della protezione dei sistemi informatici, per minimizzare la probabilità che un singolo “buco” in un solo strato / barriera esistente consenta la penetrazione (passateci il termine, lo spillover) di un fattore di rischio che conduce a un evento avverso (se gli strati sono molteplici, è solo l’incidente allineamento di più buchi a consentire la penetrazione).
– Lavorare soli, non solo nella condotta di convogli ferroviari, elimina senza “se” e senza “ma” ogni possibilità di confronto e di supporto operativo in presenza e in tempo reale. Certamente, non solo una questione di stress.

