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Pensano che le informazioni sullo stato di salute delle persone e delle comunità, sulle malattie e gli infortuni, sulle cause di entrambi...costituiscano una premessa indispensabile per fare prevenzione;
Offrono alle istituzioni, ai corpi intermedi della società...valutazioni, proposte, azioni di informazione e formazione con l'intento di partecipare...;
Non hanno conflitti di interesse...per cui sono liberi di dire ciò che pensano
Comunicano in modo trasparente...
Non hanno tra gli obiettivi prioritari la difesa di categorie o di singole figure professionali...
Cercano un continuo confronto con le altre Società scientifiche che operano nel mondo della prevenzione...
Non hanno mai smesso di credere nella necessità di un sistema pubblico di prevenzione diffuso in tutto il paese, in grado di garantire il diritto alla salute e di contrastare le diseguaglianze.
Pensano che la solidarietà e la partecipazione siano ancora valori indispensabili.

Un Patto che privilegia le garanzie dei confini rispetto ai diritti dei migranti

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Il position paper di AIE e SIMM sul Patto europeo su migrazione e sull’asilo

Siamo grati ad AIE (Associazione Italiana di Epidemiologia) e alla SIMM (Società Italiana di Medicina delle Migrazioni) per la elaborazione di questo position paper relativo ai possibili effetti discriminanti e dannosi del Patto europeo su migrazione e sull’asilo (EPMMA, European Pact on Migration and Asylum), che SNOP sottoscrive e a cui riteniamo qui di dare risalto, invitando ad aderire e a farlo conoscere.

Rimandiamo direttamente alla lettura del documento-appello, perché contiene una chiara esposizione di quali siano i punti critici che il Patto introduce (o mantiene) dentro un contesto formale che vorrebbe presentarsi come una risposta avanzata al tema della tutela delle popolazioni migranti in Europa.

In realtà, in esso prevale “un approccio securitario” che “privilegia le garanzie per gli Stati membri rispetto ai diritti delle persone migranti”, alla solidarietà e all’inclusione. Il documento rileva inoltre che “nel Patto vi è la totale mancanza di un approccio person-centered (APC) della politica migratoria” necessario per il pieno rispetto dell’articolo 13 della dichiarazione universale dei diritti umani secondo il quale «ogni individuo ha diritto di lasciare qualsiasi Paese, incluso il proprio, e di ritornare nel proprio Paese».

Nel documento sono esposti in particolare gli effetti, anche sulla salute, che sono attesi dall’applicazione del Protocollo dell’Italia con l’Albania per la collaborazione in materia migratoria (“esternalizzazione delle frontiere”) e delle nuove norme relative alla detenzione delle persone migranti.

 

https://home-affairs.ec.europa.eu/policies/migration-and-asylum/pact-migration-and-asylum_en

 

 

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