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Pensano che la solidarietà e la partecipazione siano ancora valori indispensabili.

Una bella giornata sulla storia della partecipazione operaia alle lotte per la salute

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Il seminario “Salute, ambiente, 150 ore. Memoria urbana e fonti storiche del lavoro”

Si è svolto a Roma lo scorso 6 febbraio l’atteso seminario sulle 150 ore all’Università di Roma negli anni 1974-77. La giornata si è articolata in un incontro di approfondimento al mattino presso la facoltà di Lettere in Città Studi, con la partecipazione di storici della SISLAV-Società Italiana di Storia del Lavoro (Nicoletta Rolla, Pietro Causarano), dell’Università di Roma (Chiara Giorgi, Bruno Bonomo, Emmanuel Betta) e con la presentazione dell’archivio delle 150 ore da parte di Alberto Baldasseroni, socio SNOP e SISLAV. Importante anche il contributo alla discussione da parte di Maria Lepre, responsabile del Centro Baccante, sede dell’archivio storico della ex-SNIA di Roma, che ha consentito il deposito delle carte presso i propri locali.

Il titolo dell’iniziativa “Salute, ambiente, 150 ore. Memoria urbana e fonti storiche del lavoro” voleva mettere in relazione i contenuti dell’archivio relativi ai corsi monografici che si svolsero in quell’ateneo negli anni accademici 1974-75, 75-76 e 76-77 su iniziativa della FLM provinciale di Roma, con il contesto più ampio dei movimenti sociali e politici di quel decennio, così importante per la storia democratica del nostro paese. Sono stati così trattati i temi del ruolo dei movimenti femministi che proprio in quegli anni fioriscono nel nostro paese (Betta), della nascita del Servizio Sanitario Nazionale (Giorgi), delle lotte per l’ambiente urbano che a Roma si sviluppano anche a partire dalle iniziative per la salute in fabbrica dei primi anni ’70 (Bonomo). Alberto Baldasseroni ha descritto i contenuti e il significato dell’archivio versato presso il Centro Baccante e Maria Lepre ha parlato delle peculiarità di tale Centro, fuori dal contesto accademico o delle istituzioni tradizionali (partiti, sindacati, singoli studiosi o uomini di fama) che invece si presenta come iniziativa “dal basso” costruito a partire dagli stessi cittadini del quartiere Prenestino, zona nella quale aveva sede la SNIA. Al seminario hanno partecipato studenti della facoltà di lettere, soci SISLAV, in vista dell’assemblea dell’associazione che si svolgeva il giorno successivo, attivisti del Centro Baccante e, soprattutto, un gruppo di protagonisti di quell’esperienza, allora studenti od operai, ora pensionati, dopo una vita di lavoro. E certamente questo ha rappresentato un momento toccante dell’incontro.

Nel pomeriggio i partecipanti si sono trasferiti presso la sede del Centro Baccante, situato all’interno dell’area dove aveva il proprio stabilimento la SNIA. Si tratta di un’area vasta, circa 14 ettari, situata in una zona che, dopo l’allargamento della città urbana, attualmente potrebbe essere definita come semi-centrale o centro-periferica. È raggiungibile in pochi minuti da Porta Maggiore e quindi rappresenta una zona potenzialmente sfruttabile dal punto di vista edilizio da parte della speculazione urbana. Tuttavia, gli abitanti del quartiere fin dal 1995, quando si prospettò il passaggio dell’intera zona a edificabile, si opposero fermamente a questa operazione speculativa, obiettando che, stante l’abbandono del sito produttivo fin dal 1955, l’area verde che si era sviluppata rappresentava una risorsa indispensabile per un quartiere altrimenti privo di qualsiasi giardino o polmone verde. Le lotte condotte sono state molto complesse e lunghe, ma hanno portato al progressivo esproprio da parte del Comune di Roma di gran parte dei terreni e alla loro trasformazione in un parco verde, indispensabile in quest’area. All’interno del parco permangono i ruderi dei capannoni produttivi, mentre alcuni edifici che fungevano da foresteria e mensa per le operaie della fabbrica sono stati recuperati e restaurati. È proprio in uno di questi edifici che si trova immagazzinato il residuo archivio delle SNIA, recuperato miracolosamente, dagli abitanti nelle prime fasi delle lotte per il parco (1995-97) e dichiarato “Archivio d’interesse pubblico” dalla Sovraintendenza di Roma nel 2015. L’incontro del pomeriggio ha assunto toni meno accademici, essendosi trattato di una descrizione, a faldoni e mappe stesi sul tavolone centrale, dell’archivio delle 150 ore, ma anche della storia della SNIA e di quello che si è potuto recuperare di tale storia grazie all’opera dei volontari del Centro. Il quale prende nome da una operaia del complesso tessile, Maria Baccante, partigiana e attivista per la salute in fabbrica, nelle lotte contro la nocività dovuta all’uso del tossico Solfuro di Carbonio.

La consegna dell’archivio rappresenta un passo nella costruzione della memoria di quegli anni, spesso identificati con vicende terribili, dovute a bande criminali, sia in campo politico (i cosiddetti anni di Piombo e la Strategia della Tensione) che di delinquenza comune (furono l’epoca dei sequestri di persona a fini di riscatto organizzati dalla criminalità organizzata), ma che videro anche l’avverarsi dei principi costituzionali dei diritti di cittadinanza (alla salute, all’uguaglianza di fronte alla legge, alla parità dei sessi, alla democrazia nei luoghi di lavoro, ecc. ecc.) la cui epitome fu senza dubbio l’approvazione negli ultimi giorni del 1978 della legge di Riforma Sanitaria 833.

 

 

L’immagine abbinata è relativa ad una veduta aerea dello stabilimento SNIA di Roma, tratta dalla rivista L’ASSISTENZA SOCIALE NELL’INDUSTRIA (numero 11 del marzo-aprile 1929).

 

 

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