La necessità di un forte mandato e dell’impegno della sanità pubblica.
A distanza di 5 anni dalla pandemia COVID 19, la commissione salute dell’Accademia dei Lincei ha lanciato un’allerta sul calo delle coperture vaccinali in Italia (v. allegato), proprio in occasione della giornata nazionale (18 marzo) in ricordo dei quasi 200.000 deceduti nel nostro Paese.
Gli esperti ricordano il successo della vaccinazione anti Covid in Europa: in Italia l’ISS ha stimato che in poco più di anno dalla sua introduzione, la vaccinazione ha salvato 150.000 vite[1].
Ma non solo: nel nostro Paese i vaccini hanno evitato 500.000 ricoveri ordinari e 150.000 ricoveri in terapia intensiva contribuendo in modo rilevante alla sostenibilità del SSN in un momento drammatico. Abbiamo imparato che nessun sistema di preparazione alle future minacce pandemiche può prescindere dalla disponibilità di un vaccino efficace e di una organizzazione che lo renda disponibile per tutti.
Aspettando il nuovo piano pandemico, anche vecchie emergenze si riaffacciano sulla scena globale in un “clima” che sembra rimettere in discussione il valore delle vaccinazioni. Negli USA si sono registrati nel 2025, fino al 13 marzo, 301 casi di morbillo[2] (erano stati 284 nell’intero 2024) con 2 decessi, di cui un bambino in età scolare, dopo diversi anni in cui non si registravano morti da morbillo. Anche in altri paesi, Italia compresa, stiamo assistendo ad una recrudescenza del morbillo, ma quanto sta succedendo negli USA assume un rilievo particolare in quanto il Paese, tra i pochi al mondo, era stato dichiarato dall’OMS morbillo-free nel 2000 grazie ad un impegno per la diffusione della vaccinazione e nei sistemi di sorveglianza della malattia.
È un segnale che dimostra come i successi già conseguiti, e quelli che possono essere raggiunti grazie alla disponibilità di vaccini efficaci e sicuri, vanno continuamente sostenuti da un forte commitment delle autorità politiche e sanitarie e conseguenti investimenti nei relativi servizi.
I vaccini sono un patrimonio di salute disponibile non più solo per i bambini ma per tutte le età della vita, come evidenziato dal Piano Nazionale di Prevenzione Vaccinale 2023-2025, un documento fondamentale per la pianificazione, offerta e monitoraggio delle vaccinazioni nei vari target per età, condizioni di rischio per patologia, esposizione professionale e comportamenti[3] .
Se nei bambini le coperture vaccinali sono mediamente elevate, negli anziani e nelle persone fragili i livelli di immunizzazione sono ancora insufficienti. La protezione dei soggetti anziani e cronici dai patogeni respiratori che hanno un forte impatto sulla salute, sui costi e sulla tenuta dei sistemi sanitari (influenza, pneumococco e, in prospettiva, virus respiratorio sinciziale), assume un rilievo particolare anche in funzione della preparazione alle future pandemie: una estesa e completa immunizzazione della popolazione più vulnerabile con i vaccini già disponibili potrebbe consentire di ridurre gli impatti di un nuovo agente respiratorio.
Alcune evidenze accumulate durante l’esperienza pandemica suggeriscono che effettuare, oltre alla vaccinazione Covid, anche quella contro l’influenza determina un significativo guadagno di salute[4].
La speranza è che nel futuro Piano Pandemico venga riaffermata la necessità di rafforzare i programmi vaccinali già disponibili per il target a rischio di subire le complicanze più gravi dall’insulto combinato di diverse infezioni. Per il monitoraggio dei risultati delle campagne vaccinali sarebbe inoltre necessario disporre di dati di copertura regionale e nazionale non solo per la vaccinazione antinfluenzale ma anche per pneumococco e h. zoster, per età e patologie, rendendo pienamente operativa l’anagrafe vaccinale nazionale.
Ritornando al tema antinfluenzale, occorre sottolineare una forte criticità che richiama tutti gli operatori sanitari ad una maggiore responsabilità: se la copertura vaccinale negli over 65 anni è di circa il 50%, quella tra gli operatori sanitari è di molto inferiore, circa la metà. Non è accettabile che gli operatori si vaccinino meno dei loro utenti/pazienti, e che questa mancata adesione personale possa inficiare un’efficace promozione della vaccinazione tra gli assistiti. Tenuto conto che l’offerta del vaccino antinfluenzale è ormai ampia e diffusa risulta evidente che contrastare l’esitazione vaccinale richiede, oltre a campagne di comunicazione e sensibilizzazione di massa, un’azione diretta e proattiva in sede di counseling con l’utente/paziente.
Infine, una riflessione sui dati di copertura della vaccinazione HPV recentemente pubblicati da Ministero della Salute. La grande differenza tra regioni sui livelli di immunizzazione pone degli interrogativi e dovrebbe essere da stimolo per azioni tese ad offrire a ragazzi/e, su tutto il territorio, uniformi opportunità di prevenzione contro le patologie oncologiche HPV correlate. Le coperture vaccinali seppur ancora insufficienti sono comunque in aumento e questo rappresenta un bel segnale di fiducia che andrebbe valorizzato. Penso sia controproducente, in un’ottica di buona comunicazione, accentuare sempre e soltanto le criticità senza dare la giusta evidenza ad un trend in crescita: più ragazzi/e che si vaccinano rappresenta un messaggio con una connotazione di evidenza sociale positiva che potrebbe suscitare interesse tra coloro che non hanno aderito e stimolarli, insieme ad un efficiente programma di offerta da parte dei servizi vaccinali, a rivedere la propria posizione di rifiuto.
La vaccinazione è un atto del singolo ma in quanto parte di una comunità, la cui attivazione attraverso un forte mandato e impegno della sanità pubblica è imprescindibile per raggiugere significativi traguardi di salute.
Marino Faccini
Direttore Dipartimento igiene e prevenzione sanitaria – ATS Milano.
[1]) Infezioni da SARS-CoV-2, ricoveri e decessi associati a COVID-19 direttamente evitati dalla vaccinazione Italia, 27 dicembre 2020 – 31 gennaio 2022 a140e155-bd62-adcd-1b29-d1be3464ed48
[2] ) Measles Cases and Outbreaks | Measles (Rubeola) | CDC
[3] ) Piano nazionale prevenzione vaccinale
[4] ) Associazione tra prima dose booster anti-SARS-CoV-2 e vaccinazione antiinfluenzale: valutazione del rischio di ricovero per COVID-19 e decesso
LINCEI_vaccini_salute_pubblica.pdf

