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Pensano che le informazioni sullo stato di salute delle persone e delle comunità, sulle malattie e gli infortuni, sulle cause di entrambi...costituiscano una premessa indispensabile per fare prevenzione;
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Non hanno conflitti di interesse...per cui sono liberi di dire ciò che pensano
Comunicano in modo trasparente...
Non hanno tra gli obiettivi prioritari la difesa di categorie o di singole figure professionali...
Cercano un continuo confronto con le altre Società scientifiche che operano nel mondo della prevenzione...
Non hanno mai smesso di credere nella necessità di un sistema pubblico di prevenzione diffuso in tutto il paese, in grado di garantire il diritto alla salute e di contrastare le diseguaglianze.
Pensano che la solidarietà e la partecipazione siano ancora valori indispensabili.

L’esperienza del Dipartimento di Prevenzione dell’ULSS di Venezia sulle malattie infettive in ambito lavorativo.

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Un modello di integrazione efficace nel Dipartimento di Prevenzione

Pubblichiamo il materiale predisposto da Maria Nicoletta Ballarin (responsabile dello SPISAL dell’ULSS 3 “Serenissima” di Venezia) per la presentazione dei suoi interventi relativi all’esperienza del Dipartimento di Prevenzione di quell’ULSS in tema di sorveglianza e prevenzione di malattie infettive in ambito lavorativo in due recenti convegni:

– “Le malattie infettive in ambito lavorativo: dalla sorveglianza alla prevenzione” che si è tenuto a Chieti il 26 settembre scorso;

– e quello dedicato al progetto BRIC 2022 “Progetto di Ricerca Attiva delle Tecnopatie Infettive (PRATI)”, organizzato da Università degli Studi di Ferrara e INAIL a Ferrara il 28 novembre scorso.

 

Le due relazioni hanno descritto l’esperienza di integrazione tra Servizi e discipline all’interno del Dipartimento di Prevenzione, realizzata attraverso la costituzione di uno specifico gruppo di lavoro e di una rete atta a garantire la collaborazione tra i servizi interessati (componenti: A. Delneri, S. Negri, J. Collauzzo, G. Molino, L. Della Valle, O. Troso).

Sono descritte, in particolare, le procedure stabilite e sono riportati gli esempi delle operazioni di intervento per due casi di legionellosi professionale e quello relativo a un near-miss biologico per contatto con liquidi biologici di un lavoratore addetto al trasporto rifiuti infetti.

 

 

 

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