Quarant’anni (e più) di storia di SNOP in un e-book da scaricare
E alla fine anche SNOP ha la sua cronistoria!
Quella che potrete scaricare gratuitamente da oggi è la prima tappa di un percorso che in futuro potrà arricchirsi di contenuti, grazie al contributo che sollecitiamo da parte di tutti i soci e gli operatori che nel corso di questi anni sono stati partecipi del nostro lavoro. Quindi un testo “aperto” e non un libro concluso, anche per la complessità delle vicende che hanno visto come protagonista la SNOP e che nessuno è in grado da solo di dominare. Tuttavia, il testo che segue rappresenta un primo punto fermo, indispensabile per cominciare a tessere la trama della nostra storia. Altro elemento utile è la possibilità di offrire a studiosi di discipline storiche un primo contributo per collocare le vicende della prevenzione nei luoghi di lavoro voluta dalla Grande Riforma del 1978 nella giusta luce, laddove la SNOP ha giocato un ruolo determinante in molte occasioni e sempre in maniera intransigente dalla parte della salute di lavoratori e lavoratrici. Insieme al grande archivio storico che possediamo e mettiamo a disposizione nell’apposita sezione del sito societario, realizziamo, poco alla volta, il nostro contributo alla verità dei fatti, in un tempo in cui oltre alla damnatio memoriae da sempre esercitata dal potere si sta aggiungendo un’inedita costruzione di una “realtà virtuale” basata su fake news, disinformazione e pregiudizi antiscientifici contro i quali ci batteremo sempre.
Il testo è stato curato da Alberto Baldasseroni con il fattivo contributo di Lalla Bodini e il lavoro editoriale di Enrico Cigada. A questi soci il ringraziamento della nostra Società.


3 risposte
Da Graziano Frigeri, che di SNOP è stato presidente dal 1990 al 1995, riceviamo, a commento della pubblicazione del testo sulla storia di SNOP, questa nota che lui ha titolato “Cronaca di una esperienza unica, professionale e di vita” e che appare anche qui
https://grazianofrigeri.substack.com/p/snop-la-storia?utm_campaign=email-half-post&r=2j8sna&utm_source=substack&utm_medium=email
“Sul sito SNOP sono state pubblicate le “Note preliminari per una storia della SNOP”, a cura di Alberto Baldasseroni, con l’aiuto di Laura “Lalla” Bodini ed Enrico “Chicco” Cigada, baluardi dello storico “covo” di Sesto San Giovanni.
Dopo aver ricordato il percorso inziale, dai primi incontri del “Coordinamento Nazionale” (fine anni ’70) alla costituzione ufficiale (1985) della Società Nazionale Operatori della Prevenzione, la “Storia” attraversa gli anni ‘80 e i tumultuosi e indimenticabili anni ‘90, gli anni dei “piani di comparto”, del “pensare globalmente e agire localmente”, dell’ingresso dei temi della prevenzione, per la prima volta, nell’artigianato e nel “terziario arretrato”; gli anni del primo impatto delle direttive europee, della faticosa ma entusiasmante costruzione dei Servizi Pubblici di Prevenzione, della nascita lo sviluppo di una rete nazionale di nuove professionalità e competenze. pubbliche e private. Fino all’inizio del XXI secolo e oltre, con l’avvento della digitalizzazione, di Internet (e con essa, purtroppo, il pensionamento del mitico “Bollettino SNOP”), della globalizzazione. della tendenza attuale de una nuova centralizzazione, sulla quale varrebbe la pena di riflettere.
Quello di Alberto, Lalla e Chicco è in ogni caso un Grande e Prezioso lavoro (G e P maiuscole, pienamente meritate) per tutti coloro che si occupano di Prevenzione e Sicurezza nei Luoghi di Lavoro, su tutti i fronti: nel Pubblico (operatori delle Asl, dell’Ispettorato del Lavoro, dell’INAIL) e nel privato: RSPP e ASPP, Consulenti della Sicurezza, Medici Competenti, RLS. Tutti, anche se molti forse non ne sono consapevoli, hanno un debito di riconoscenza anche nei confronti di SNOP.
Su piano personale, leggere la “Storia” mi riempie di orgoglio e nostalgia!
Quale Presidente dal 1990 al 1995 ho vissuto in prima linea momenti epocali: l’adozione delle prime norme di derivazione europea: il “277/91” e l’esperienza di “Rimedia 91” insieme a Rino Pavanello; il “626/94” con l’introduzione, per la prima volta, dell’obbligo di valutazione dei rischi; la nascita dei Servizi di Prevenzione Aziendali con le nuove figure del RSPP e degli ASPP, i nuovi RLS, il “Medico Competente”, con il termine “competente” che da aggettivo generico (DPR 303/56) assume un connotato professionale preciso.
Sono stati anni di grande impegno, di fatica ma anche di entusiasmo: nel quartier generale di Sesto San Giovanni (Sede dell’ASL e, poi, presso Ambiente e Lavoro in Viale Marelli) ci sentivamo (ed eravamo) protagonisti di una fase di cambiamento epocale sul piano normativo, scientifico, metodologico ed etico nel modo di affrontare i temi della salute e della sicurezza del lavoro. Un approccio guardato con ammirazione ed interesse in Europa e nel mondo, suggellata anche dalla straordinaria affluenza alla Quinta Conferenza EWHN (Europea Work Hazards Network) organizzata da SNOP a Rimini nell’Ottobre del ‘94 (ne seguiranno altre due a Bologna: nel 2008 e nel 2013), che non a caso aveva come tema “Organising the Change”. Memorabile il logo della Conferenza (il timoniere nel mare in tempesta) magistralmente disegnato da Roberto Maremmani.
Bei tempi, e non solo perché avevo 40 anni di meno!
Leggendo le “Note Preliminari” ho appreso che dal 2024 il Presidente SNOP si chiama ancora una volta Graziano, dopo il settennato di Anna Maria Di Giammarco, cui rivolgo un caro saluto. Buon lavoro quindi a Graziano Maranelli, augurandogli sinceramente che la sua Presidenza possa ottenere grandi risultati e, sul piano personale, eguagliare e superare le soddisfazioni (tante!) che a suo tempo io ho avuto.
Sul tema ho anche postato su YouTube un breve video, che se vuoi puoi vedere qui: https://www.youtube.com/watch?v=xfKEN_pqlME
Un grazie sincero ad Alberto, Chicco e Lalla, con l’auspicio che la “Storia” non serva solo per ricordarci “come eravamo”, ma possa rappresentare un punto di riferimento e una base informativa e formativa per gli Operatori della Prevenzione di oggi e di domani.
Un caro saluto a tutti!”
Graziano Frigeri
A proposito di questa “storia SNOP”, pubblichiamo un intervento di Claudio Calabresi, presidente SNOP 1988-1990
Dopo il meritorio e-book di Alberto Baldasseroni & C., con la “storia” (una storia…) dei quarant’anni di SNOP, mi aggancio volentieri all’uscita di Graziano Frigeri (ormai Graziano 1°) aggiungendo anch’io qualche impressione/ricordo. A me toccò la terza Presidenza, dopo quelle di Leopoldo Magelli (“Workers knowledge”) e di Emilio Volturo (il formidabile “modello d’intervento dei Servizi”, con la prevenzione al centro). Dei miei due anni di presidenza (allora si durava volontariamente poco in quella posizione di punta…) ricordo soprattutto l’“Operazione Prevenzione” di Roma e “L’informazione per la prevenzione” di Pisa, che per me (e naturalmente per i non pochi che vi contribuirono) furono momenti di grande impegno e di grandi speranze nel futuro.
Quel primo decennio (’80) SNOP fu intenso e pieno di passione, del resto – come sappiamo (soprattutto chi di noi allora era, pur giovane, in fase attiva) – in un mondo allora profondamente diverso dall’attuale, e tra le differenze rispetto ad oggi c’era certamente una maggior spinta alla contribuzione collettiva, in una logica solidale che nel nuovo secolo si è purtroppo attenuata. Era un altro mondo, con luci ed ombre (come sempre), ma nel quale era certamente più facile, rispetto ad oggi, sperare in (e lavorare per) obiettivi di soddisfacimento diffuso dei diritti, di giustizia sociale, di tutela della salute della sicurezza dei lavoratori; welfare era un concetto in cui sperare e credere davvero e per cui lavorare.
Come ha già scritto Graziano I°, cui allora passai il testimone “presidenziale”, ci sentivamo (e forse un po’ eravamo davvero) “protagonisti di una fase di cambiamento epocale sul piano normativo, scientifico, metodologico ed etico nel modo di affrontare i temi della salute e della sicurezza del lavoro”. Oggi sembra tutto più difficile, e naturalmente alle difficoltà contribuiscono pesantemente i cambiamenti nel mondo del lavoro, la progressiva atomizzazione, oggi persino la robotizzazione e l’avvento sempre più imponente dell’intelligenza artificiale, ma anche la dispersione operaia, la solitudine dei singoli, un futuro produttivo e lavorativo alquanto nebuloso; i temi per i quali abbiamo operato (“operato” appunto come “operatori”) non erano neppure allora (in fondo non lo sono mai stati) veramente al centro dell’impegno delle istituzioni ma certo non erano neppure così trascurati, talora persino osteggiati, come accade oggi, nel tempo del “lasciamo lavorare le imprese, liberiamole da lacci e lacciuoli”.
Sono da tempo convinto che la salute e sicurezza dei lavoratori debba essere sempre più intesa “dentro” la salute di tutti/e, la salute pubblica, oggi in grande crisi. I diritti dei lavoratori e delle lavoratrici, dei cittadini e delle cittadine, non possono non essere tutelati e difesi nel loro insieme, con un ruolo pubblico meno secondario e con una nuova attenzione, tanto più che i confini tra vita e lavoro sono sempre più impalpabili.
La storia di SNOP, secondo me, è in fondo la storia di un gruppo di uomini e donne che hanno cercato, insieme, di occuparsi di diritti, e questo dovrebbe continuare ad essere. Ai miei tempi intesi (e promossi) per l’Associazione il ruolo di sentinella delle istituzioni, vigile e propositiva, e credo che oggi e domani questo possa/debba essere ancora un obiettivo.
Tra le tante trasformazioni (planetarie) del nuovo secolo c’è anche la sempre minor spinta all’associazionismo ed alla tensione collettiva, se non su grandi questioni (come recentemente sulla Palestina), ed anche l’informazione è stata stravolta da novità come le nuove fome di comunicazione, rapide e implicitamente meno riflessive.
I dieci Presidenti SNOP sono tutti viventi, fortunatamente, anche se alcuni “fanno altro” e non sono più fisicamente attivi “dentro” l’associazione ma probabilmente tutti/e vi guardano ancora, se non altro con ricordi … e un po’ di nostalgia. Per quanto mi riguarda, non sono mai “uscito”, e per quanto posso cerco di dare ancora un piccolo contributo, pur se da homo neanderthalensis che vorrebbe guardare al futuro ma inevitabilmente lo fa con occhiali e lenti piuttosto vecchie. Viviamo tempi oscuri ma bisogna sperare (e fare ognuno quel che può e sa) che alla fine del tunnel vi sia luce, magari una luce diversa da quella che sappiamo vedere oggi ma, alla fine, sempre luce.
In ogni cosa (e in ogni tempo, spero) ci sono elementi non solo sfavorevoli, si tratta di coglierne le potenzialità e peculiarità e penso che in SNOP il decimo Presidente, Graziano Maranelli (ormai Graziano 2°), sia la persona giusta per farlo (auspicabilmente trovando maggiori aiuti e collaborazioni; per quanto posso io ci sono ancora, pur se il mio tempo è fisiologicamente in scadenza).
Buon 2026 a tutti/e e … que viva SNOP, in un rinnovato impegno collettivo.
31 dicembre 2025
Claudio Calabresi