La nuova protesta sindacale tenuta il 25 novembre scorso dagli ispettori del lavoro dell’INL, sostenuti da FP CGIL, UILPA e USB PI, è riuscita ad attirare la giusta attenzione mediatica ma anche quella di chi, come noi, si occupa di salute e sicurezza sul lavoro.
Non intendiamo entrare nel merito delle rivendicazioni più strettamente contrattuali, benché siamo consapevoli di come anch’esse rilevino – come per tutti i lavoratori – al fine di creare le condizioni di lavoro per un buon funzionamento delle istituzioni, ma vorremmo sottolineare alcuni dei temi che sono stati sollevati.
Primo oggetto di attenzione è il DL 159/25 – sui cui contenuti SNOP si è già espressa direttamente ma ha anche contribuito agli emendamenti proposti da CiiP – che viene giudicato “insufficiente nel rispondere alle criticità che affliggono l’ente”. Viene segnalato, ad esempio, che il previsto rafforzamento dell’INL sarebbe ostacolato dal “problema sempre più grave delle dimissioni e delle rinunce alla presa di servizio”, che potrebbero portare a coprire meno della metà dei posti nel concorso per mille ispettori tecnici.
Noi che conosciamo meglio la pur difficile condizione dei Servizi di Prevenzione e Sicurezza negli ambienti di lavoro delle ASL, non possiamo non riscontrare come diversi dei problemi lamentati dal personale INL siano comuni a quelli delle ASL, quando – ad esempio – vengono denunciate carenze in termini di personale, di dotazioni strumentali, di banche dati condivise, di formazione ed aggiornamento, ecc. O, ancora, quando si lamentano, rispetto alla pluralità di enti di vigilanza, “le sovrapposizioni, l’assenza di qualsiasi forma di reale coordinamento e di banche dati comunicanti tra loro”. Non sono mancati interessanti riferimenti alla qualità delle attività di vigilanza che deve trovare un maggiore equilibrio entro un quadro che mostrerebbe prevalente attenzione alla loro dimensione quantitativa.
Alcuni di questi temi meriterebbero, pur nel riconoscimento e nel rispetto di funzioni e competenze opportunamente diversificate, di essere affrontati in maniera armonizzata tra gli enti interessati – e il personale ispettivo, con le proprie conoscenze e rivendicazioni, potrebbe efficacemente contribuire – anche per non favorire soluzioni parziali o diversificate che potrebbero creare, attraverso disparità e sbilanciamenti nel sistema, forme di competizione e ulteriori ostacoli alla integrazione e alla cooperazione tra enti.
A questo proposito, saremo attenti a quanto produrrà l’annunciata assemblea nazionale di lavoratrici e lavoratori di INL del 2 dicembre prossimo e restiamo interessati a un dialogo che si volesse aprire.
A margine, non possiamo non condividere le preoccupazioni sollevate dai lavoratori circa il progetto – che parrebbe in stato piuttosto avanzato – di far rientrare l’INL (dopo che era stato istituito come agenzia dotata di autonomia nel 2015) dentro il Ministero del Lavoro. Benché in questi anni non si sia percepito che l’Istituto abbia fatto valere in maniera significativa la propria autonomia dal Ministero, il suo rientro organico nel Ministero potrebbe esporre maggiormente la sua azione di controllo e di tutela del lavoro all’influenza politica, subordinandola agli indirizzi governativi e ponendo qualche dubbio sul rispetto dell’indipendenza degli organi ispettivi prevista dalla Convenzione sull’Ispezione del Lavoro n. 81 dell’ILO.


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