NOI SIAMO
QUELLI CHE...

Pensano che le informazioni sullo stato di salute delle persone e delle comunità, sulle malattie e gli infortuni, sulle cause di entrambi...costituiscano una premessa indispensabile per fare prevenzione;
Offrono alle istituzioni, ai corpi intermedi della società...valutazioni, proposte, azioni di informazione e formazione con l'intento di partecipare...;
Non hanno conflitti di interesse...per cui sono liberi di dire ciò che pensano
Comunicano in modo trasparente...
Non hanno tra gli obiettivi prioritari la difesa di categorie o di singole figure professionali...
Cercano un continuo confronto con le altre Società scientifiche che operano nel mondo della prevenzione...
Non hanno mai smesso di credere nella necessità di un sistema pubblico di prevenzione diffuso in tutto il paese, in grado di garantire il diritto alla salute e di contrastare le diseguaglianze.
Pensano che la solidarietà e la partecipazione siano ancora valori indispensabili.
Precedente
Successivo

Osservazioni sul crollo di Genova – A.Baldasseroni

Condividi con:

Condividi su facebook
Facebook
Condividi su twitter
Twitter
Condividi su whatsapp
WhatsApp
Condividi su email
Email
Condividi su print
Stampa

Tempo di lettura: 2 minuti

Tempo di lettura: 2 minuti

Osservazioni sul crollo di Genova

Premesso che non sono in grado di entrare nel merito dell’evento e quindi mi asterrò dal farlo, vengo alla considerazione che mi ha stimolato la tragedia di Genova.
Il punto è che la storia del controllato che si autocertifica e dello Stato controllore che non è in grado di verificare tecnicamente “sopra il luogo” come dicevano i nostri predecessori, mi pare il punto critico su cui intervenire. Qui l’analogia con i meccanismi vigenti in campo di sicurezza e salute occupazionale potrebbe indicare la strada maestra attraverso la quale uscire dal falso dilemma pubblico/privato.
Quali sono i meccanismi di controllo nel campo della sicurezza nei luoghi di lavoro? I controlli sull’efficienza dei dispositivi atti a salvaguardare la sicurezza e la salute di chi lavora sono in capo al datore di lavoro che redige il Documento di valutazione dei rischi e lo aggiorna ogni volta che ci sono modifiche della situazione lavorativa. Il pubblico, cioè i servizi di prevenzione delle USL, provvedono a controllare l’effettiva presenza ed efficienza di tali dispositivi con controlli de visu, fatti da tecnici altamente specializzati (laureati in materie tecniche, medici del lavoro, igienisti industriali, ecc.). I controlli sono svolti a campione, basandosi su classificazioni di pericolosità delle lavorazioni e delle specifiche aziende. Il sistema ha dimostrato di essere efficace, dato l’enorme calo di eventi negativi per la salute di chi lavora avvenuto negli ultimi vent’anni, parte del quale certamente determinato dal sistema sopra descritto. Nel caso delle autostrade c’è la complicazione della separazione tra “proprietà” dello Stato e “gestione” del privato, ma non dovrebbero esserci difficoltà, almeno di principio, a definire chiaramente i compiti dei due partner. La strana e per me incomprensibile secretazione di importanti dettagli dell’accordo di affidamento della esattoria al soggetto privato non facilita certo le cose e getta una luce sinistra su tutta la vicenda.
A margine di questa vicenda alcune brevi riflessioni più generali: la parabola dei Benetton è una vera e propria metafora del declino del nostro paese. Da geniali creatori di un marchio che vendeva prodotti tessili in tutto il mondo, imponendo addirittura uno stile originale, a esattori di pedaggi autostradali per conto dello stato in regime di monopolio.

Alberto Baldasseroni

ULTIMI ARTICOLI

RIMANI AGGIORNATO